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S. Bartolomeo degli Armeni



Navata della Chiesa   La Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni è così chiamata perché è stata fondata, nel 1308, da alcuni monaci armeni, provenienti dalla Montagna Nera, nell'Armenia Meridionale, invasa dai Turchi.

   Lo stile originario era tipicamente armeno, con ogni probabilità a pianta centrale, dotata di una cupola e due Cappelle laterali nella testata. Di tale struttura è rimasta la parte absidale, con la cupola (nella quale è stato aperto, in tempi recenti, un lanternino) e la Cappella sinistra della testata (mentre quella di destra - dedicata a San Pantaleo - è stata distrutta nel 1883, quando fu costruito il palazzo che ora chiude da due lati la chiesa: cioè nella facciata e nel lato destro).

   Negli ultimi anni del secolo XVI è stata notevolmente trasformata, e cioè allungata, così da risultare composta da una parte absidale - come si diceva - quasi originaria, e da una ampia, unica navata, assai più alta della chiesa primitiva.

Cappella e loggia del Santo Volto   Nella parte sinistra della navata si trova la Cappella del Santo Volto - eretta anch'essa alla fine del secolo XVI (trasformata nei tempi recenti), con sovrastante Loggia, da cui, un tempo, veniva mostrata ai fedeli la Sacra Reliquia. Dietro alla Loggia: il Tabernacolo marmoreo dove era custodito il Santo Volto. Nella parte opposta, di fronte alla Cappella, esiste tuttora il vano di una porta da cui si accedeva alla chiesa (prima della costruzione del palazzo): prova della rilevanza che aveva il Santo Volto nella struttura stessa della chiesa.

   Alla Sacra Reliquia si riferiscono pure la maggior parte dei quadri che adornano le pareti della navata (secolo XVII): tre tele di Orazio De Ferrari (relative all'origine del Santo Volto); una tela di A. Casoni (rappresentante la donazione della reliquia al Montaldo); quattro tele di Gregorio De Ferrari (angeli con cartigli inneggianti al Santo Volto).

    O. De Ferrari: Gesù guarisce un malato O. De Ferrari: Gesù consegna il suo volto O. De Ferrari: Anania consegna il Santo Volto al re Abgar

   La chiesa è ricca pure di altre opere artistiche di grande rilievo. Nella volta l'affresco (1594) di Lazzaro Tavarone (rappresentante il martirio di San Bartolomeo). Al 1° altare di destra: l'Annunciazione di G. B. Paggi (fine secolo XVI). Nel vano della porta di cui sopra: crocifisso di D. Bissone. Al 2° altare di destra: pala di Mattia Traverso (sec.XX), rappresentante S. Antonio M. Zaccaria (fondatore dell'Ordine dei Barnabiti) e Madonna della Divina Provvidenza. L'altare è dotato pure di un prezioso paliotto di marmo (di Taddeo Carlone: inizio secolo XVII), rappresentante la traslazione del Corpo di Santa Caterina da Alessandria al Monte Sinai.

   In fondo alla navatella destra (dell'abside): statua in marmo della Madonna della Misericordia (secolo XVIII), qui trasferita dalla chiesa di San Paolo in Campetto (già dei Barnabiti).

   Nel Coro: Crocifisso ligneo (del secolo XVII).

   Sull'Altare Maggiore ( secoli XVI-XVII, come gli altri della navata), tra i migliori dell'epoca a Genova: Trittico di Turino Vanni, pisano (1415), rappresentante la Madonna tra Angeli, Santi e Sante: uno dei più belli esemplari di questo genere di pittura in Liguria; nella predella: scene della vita e del martirio di San Bartolomeo; nei plinti del quadro: San Giorgio, patrono di Genova, e San Torpete, patrono di Pisa. Sulle porticine che dal presbiterio immettono nel coro: statue di San Pietro e San Bartolomeo (dei fratelli Carlone: secoli XVI-XVII).

   Nelle pareti ai lati del Presbiterio: due splendide tele di Luca Cambiaso (attualmente - 1999 - in restauro), rappresentanti la Trasfigurazione e la Resurrezione di Gesù.

   In fondo alla navatella sinistra: altare dedicato alla Madonna del Santo Rosario (secolo XIX). Da qui si accede all'antica Cappella (attualmente ante-sacrestia) della testata sinistra della chiesa: essa conserva resti di un ciclo di affreschi della fine del secolo XV o inizio del XVI, rappresentanti scene della Passione di Gesù, e inoltre: Profeti, Evangelisti, Dottori. E' tra i più significativi esemplari di pittura dell'epoca a Genova.

   Nella Sacrestia: quadro del Morazzone (P.F. Mazzucchelli: secolo XVII), rappresentante la Madonna e San Carlo. Quivi è pure conservata la preziosa Reliquia del Piede di San Bartolomeo Ap. (donata alla chiesa da Marco Spinola nel 1430).

   Al secondo altare di sinistra della navata: Pala di Mattia Traverso, rappresentante il Sacro Cuore e San Paolo Ap., Patrono dei Barnabiti (il cui vero nome è appunto: Chierici Regolari di San Paolo, subentrati ai Monaci armeni nel 1656).

   Segue la Cappella del Santo Volto (di cui si è detto). Al primo altare di sinistra: pala della Madonna della Guardia (secolo XX) e San Giuseppe (secolo XIX).

D. Fiasella: Processione con il Santo Volto    Nel corridoio del palazzo contiguo alla chiesa - dove esisteva la Cappella di San Pantaleo-: quadro rappresentante Santa Caterina di Alessandria (già nella chiesa), di G. M. Viani (secolo XVII).
Nello stesso corridoio: quattro tele rappresentanti episodi relativi al Santo Volto (già nel coro della chiesa), del secolo XVII. Sono di Domenico Fiasella, Elisabetta Sirani, G. Benso. In una saletta di ricevimento contigua al corridoio: quadro rappresentante Sant' Alessandro Sauli, vescovo barnabita (già nella chiesa), di G.A. Boni (sec. XVIII).

   Nell'Atrio della chiesa: busto di San Basilio, Patrono dei monaci Armeni, detti appunto Basiliani. Al di sotto del busto: mostra di lapidi medioevali (oltre a una del secolo XVII, armena), relative al Santo Volto.

   Nella parete opposta: busto di Sant' Alessandro Sauli, Patrono del Circolo Sauli, tra i più attivi circoli cattolici della fine del secolo XIX e inizio del secolo XX.

   Nella parete contigua all'entrata della chiesa: busto bronzeo del Padre Giovanni Semeria, Barnabita (opera di Guido Galletti: 1969), famoso scrittore, oratore e uomo di grande carità, fondatore di Istituti per gli Orfani della Prima Guerra Mondiale, nella quale era stato cappellano.

O. De Ferrari: Gesù consegna il Santo Volto ad Anania   Infine, nel soffitto dell'atrio: quadro di G.B.Paggi, rappresentante Gesù che consegna il suo Ritratto all'ambasciatore del re Abgar (già pala d'altare della Cappella del Santo Volto). E' questo il quadro che, mentre introduce alla visione e contemplazione del Santo Volto, offre pure al fedele, al pellegrino, il "sigillo", in certo senso, della visita da lui compiuta alla Santa Reliquia del Volto di Gesù; Volto che, venerato sin dalla prime generazioni cristiane, può e deve costituire motivo storico, tra i più eloquenti, per ritrovare, all'aprirsi del terzo millennio del cristianesimo, quella che fu già l'unità delle origini.



Santino Cavaciuti


Mappa della Chiesa



  1 - Atrio.
  2 - Altare della Madonna della Guardia e di S. Giuseppe.
  3 - Altare dell'Annunciazione.
  4 - Cappella del S. Sudario.
  5 - Crocifisso del Bissone.
  6 - Altare del S. Cuore e S. Paolo.
  7 - Altare di S. Antonio M. Zaccaria e della Madonna della Provvidenza
        e traslazione del corpo di S. Caterina d'Alessandria.
  8 - Presbiterio (Trittico di T. Vanni).
  9 - Altare della Madonna del S. Rosario.
10 - Altare della Madonna della Misericordia.
11 - Antisacrestia (Affreschi del '400).
12 - Sacrestia (Quadro del Morazzone).
13 - Sito della Cappella di S. Pantaleo.
14 - Quadri relativi al S. Volto.
15 - Quadro di S. Alessandro Sauli.

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