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S. Bartolomeo degli Armeni
Lo stile originario era tipicamente armeno, con ogni probabilità a pianta centrale, dotata di una cupola e due Cappelle laterali nella testata. Di tale struttura è rimasta la parte absidale, con la cupola (nella quale è stato aperto, in tempi recenti, un lanternino) e la Cappella sinistra della testata (mentre quella di destra - dedicata a San Pantaleo - è stata distrutta nel 1883, quando fu costruito il palazzo che ora chiude da due lati la chiesa: cioè nella facciata e nel lato destro). Negli ultimi anni del secolo XVI è stata notevolmente trasformata, e cioè allungata, così da risultare composta da una parte absidale - come si diceva - quasi originaria, e da una ampia, unica navata, assai più alta della chiesa primitiva.
Alla Sacra Reliquia si riferiscono pure la maggior parte dei quadri che adornano le pareti della navata (secolo XVII): tre tele di Orazio De Ferrari (relative all'origine del Santo Volto); una tela di A. Casoni (rappresentante la donazione della reliquia al Montaldo); quattro tele di Gregorio De Ferrari (angeli con cartigli inneggianti al Santo Volto). La chiesa è ricca pure di altre opere artistiche di grande rilievo. Nella volta l'affresco (1594) di Lazzaro Tavarone (rappresentante il martirio di San Bartolomeo). Al 1° altare di destra: l'Annunciazione di G. B. Paggi (fine secolo XVI). Nel vano della porta di cui sopra: crocifisso di D. Bissone. Al 2° altare di destra: pala di Mattia Traverso (sec.XX), rappresentante S. Antonio M. Zaccaria (fondatore dell'Ordine dei Barnabiti) e Madonna della Divina Provvidenza. L'altare è dotato pure di un prezioso paliotto di marmo (di Taddeo Carlone: inizio secolo XVII), rappresentante la traslazione del Corpo di Santa Caterina da Alessandria al Monte Sinai. In fondo alla navatella destra (dell'abside): statua in marmo della Madonna della Misericordia (secolo XVIII), qui trasferita dalla chiesa di San Paolo in Campetto (già dei Barnabiti). Nel Coro: Crocifisso ligneo (del secolo XVII). Sull'Altare Maggiore ( secoli XVI-XVII, come gli altri della navata), tra i migliori dell'epoca a Genova: Trittico di Turino Vanni, pisano (1415), rappresentante la Madonna tra Angeli, Santi e Sante: uno dei più belli esemplari di questo genere di pittura in Liguria; nella predella: scene della vita e del martirio di San Bartolomeo; nei plinti del quadro: San Giorgio, patrono di Genova, e San Torpete, patrono di Pisa. Sulle porticine che dal presbiterio immettono nel coro: statue di San Pietro e San Bartolomeo (dei fratelli Carlone: secoli XVI-XVII). Nelle pareti ai lati del Presbiterio: due splendide tele di Luca Cambiaso (attualmente - 1999 - in restauro), rappresentanti la Trasfigurazione e la Resurrezione di Gesù. In fondo alla navatella sinistra: altare dedicato alla Madonna del Santo Rosario (secolo XIX). Da qui si accede all'antica Cappella (attualmente ante-sacrestia) della testata sinistra della chiesa: essa conserva resti di un ciclo di affreschi della fine del secolo XV o inizio del XVI, rappresentanti scene della Passione di Gesù, e inoltre: Profeti, Evangelisti, Dottori. E' tra i più significativi esemplari di pittura dell'epoca a Genova. Nella Sacrestia: quadro del Morazzone (P.F. Mazzucchelli: secolo XVII), rappresentante la Madonna e San Carlo. Quivi è pure conservata la preziosa Reliquia del Piede di San Bartolomeo Ap. (donata alla chiesa da Marco Spinola nel 1430). Al secondo altare di sinistra della navata: Pala di Mattia Traverso, rappresentante il Sacro Cuore e San Paolo Ap., Patrono dei Barnabiti (il cui vero nome è appunto: Chierici Regolari di San Paolo, subentrati ai Monaci armeni nel 1656). Segue la Cappella del Santo Volto (di cui si è detto). Al primo altare di sinistra: pala della Madonna della Guardia (secolo XX) e San Giuseppe (secolo XIX).
Nell'Atrio della chiesa: busto di San Basilio, Patrono dei monaci Armeni, detti appunto Basiliani. Al di sotto del busto: mostra di lapidi medioevali (oltre a una del secolo XVII, armena), relative al Santo Volto. Nella parete opposta: busto di Sant' Alessandro Sauli, Patrono del Circolo Sauli, tra i più attivi circoli cattolici della fine del secolo XIX e inizio del secolo XX. Nella parete contigua all'entrata della chiesa: busto bronzeo del Padre Giovanni Semeria, Barnabita (opera di Guido Galletti: 1969), famoso scrittore, oratore e uomo di grande carità, fondatore di Istituti per gli Orfani della Prima Guerra Mondiale, nella quale era stato cappellano.
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